Cheesecake al pistacchio

Cheesecake al pistacchio

Rosalba di Sole di Sicilia

Chi non ama la cheesecake?

Che sia alla frutta per rinfrescare il palato d’estate, o più ricca per coccolarci anche d’inverno, ci vuole veramente poco per farla in casa!

E oggi vi propongo proprio una versione golosissima al pistacchio, per stupire i nostri familiari durante queste festività di Pasqua!🍮🕊️

Ingredienti:

  • 200 gr di biscotti tipo digestive
  • 90 gr di burro fuso
  • 500 gr di formaggi freschi misti a vostra scelta ( io ho utilizzato 250 gr ricotta fresca e 250 gr di Philadelphia, ma va bene anche il mascarpone)
  • 200 ml di panna fresca
  • 1 barattolo di crema di pistacchio “Antichi sapori”
  • 3 fogli di gelatina
  • Gocce di cioccolato e granella di pistacchio per decorare

Per prima cosa pensiamo alla base che dovrà raffreddare: sbricioliamo i biscotti ed uniamo il burro fuso, otterremo una base sabbiata che disporremo sul fondo di una teglia tonda a cerniera di 24/26 cm di diametro. Mi raccomando compattate bene la base! Potrete aiutarvi con le mani o il fondo di un bicchiere.

Lasciamo raffreddare la base su un ripiano freddo e prepariamo la crema al formaggio. Montiamo la panna fresca ben fredda ed amalgamiamola con i formaggi spalmabili precedentemente ammorbiditi con le fruste elettriche. Io ho scelto ricotta di pecora e Philadelphia. La ricotta di pecora con il suo gusto inconfondibile si sposa a meraviglia con il pistacchio, un matrimonio tutto siciliano… basta pensare ai cannoli o alla torta Fedora!😋

È l’ora del pistacchio! Aggiungiamo la crema di pistacchio “Antichi sapori”, che con il suo gusto avvolgente renderà irresistibile la nostra cheesecake!

Nel frattempo mettiamo a bagno in acqua fredda 3 fogli di gelatina, trascorsi 10 minuti potremo strizzare i fogli e scioglierli in un paio di cucchiai d’acqua. Una volta unita la gelatina diamo un’ultima mescolata con la frusta elettrica e versiamo il composto nella teglia. Non abbiamo usato molta gelatina, perché i formaggi e la crema di pistacchio danno già abbastanza corpo alla cheesecake, con 3 fogli manterremo la cremosità del dolce.

Lasciamo solidificare per almeno 4 ore in frigo. Poco prima di servire stacchiamo delicatamente il bordo della cheesecake dalla teglia con un coltello, ed apriamo la cerniera. Una piccola chicca? Facciamo delle strisce di carta forno ed adagiamole sulla cheesecake, serviranno da guida per le decorazioni: granella di pistacchi e gocce di cioccolato!🍫

Visto com’è facile questa ricetta? Che ne pensate?😉

Carciofi alla villanella

Carciofi alla villanella

Cena vegetariana?🌱

Allora questa ricetta sarà perfetta per l’occasione! I carciofi ripieni o “alla villanella” sono un piatto vegetariano tipico di questi mesi invernali, specie adesso che i carciofi sono così teneri! L’importante nota aromatica di questa preparazione è data dalla mentuccia, da noi chiamata “sampariglia“, una pianta aromatica dal sapore molto particolare che in Sicilia viene utilizzata anche per preparare polpette e frittate, dalle gradevoli proprietà rinfrescanti e digestive.

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Vediamo cosa ci serve per preparare questo piatto:

  • 4 carciofi
  • 3 – 4 patate
  • 100 g di mollica di pane raffermo
  • 70 g di pecorino grattugiato
  • 1/2 cipolla bionda
  • 1 rametto di mentuccia
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Cominciamo preparando il ripieno con la mollica di pane raffermo, che come avete avuto modo di vedere rientra in moltissime ricette sicule; uniamovi dunque il pecorino grattugiato, la cipolla tagliata finemente e  la mentuccia

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Continuiamo pulendo i carciofi, allargandoli per bene ed eliminando la barbetta interna. Questa operazione ci permetterà di ricavare lo spazio che ospiterà la mollica condita. Prima di inserire il ripieno però occorre condire l’interno dei nostri carciofi con olio, sale e pepe nero.

Una volta riempiti i carciofi li disporremo in una pentola stando attenti che stiano ben dritti: a questo serviranno le patate, che tagliate a pezzi grossolani, faranno da appoggio ai carciofi.

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Aggiungiamo dell’acqua stando sempre attenti a non bagnare il ripieno, e cuociamo a fuoco moderato per 45 minuti circa; il tempo di cottura varierà comunque in base alla grandezza dei carciofi. A cottura quasi ultimata completiamo con un filo d’olio extravergine d’oliva. Un piccolo suggerimento? Attenzione all’acqua che si condenserà sul coperchio della pentola quando la aprirete per assaggiarli o aggiungere l’olio, sarebbe un peccato bagnare il ripieno ormai divenuto asciutto e fragrante!😉 Ed ecco pronti in carciofi, buon appetito!😋

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Conchiglie, finocchietto selvatico e mollicata

Conchiglie, finocchietto selvatico e mollicata

Si avvicina San Giuseppe, e con esso uno dei piatti primaverili più famosi della Sicilia: la pasta finocchietto e sarde! Un’istituzione per i palermitani e non, questo è un primo veramente squisito😋

Oggi noi di Sole di Sicilia, vi proponiamo una versione vegetariana di questo piatto,  legato alle abitudini culinarie dell’entroterra siciliano, nel quale il pesce non era certo all’ordine del giorno, pur trattandosi di un pesce “povero” come la sardina. La passione per la raccolta delle erbe spontanee, che ancora oggi rimane consolidata, ha fatto sì che delle versioni semplificate di alcuni piatti tipici siciliani siano ancora sulle nostre tavole. E che soddisfazione trasformare e mangiare ciò che la natura ci offre a pochi passi da casa!

Coltivato negli orti già dal 1500 d.C., il finocchietto viene da sempre apprezzato per la sua aromaticità e le proprietà digestive ed antisettiche. Nella mitologia greca questa pianta veniva considerata anche un simbolo di sensualità e vigore sessuale, nonché mezzo necessario al gigante Prometeo per donare il fuoco agli uomini : fu infatti dentro il gambo di un finocchietto che il gigante nascose una scintilla del fuoco sacro, proibito agli umani, scatenando le ire di Zeus.

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Senza scomodare Prometeo, procediamo con la nostra ricetta😅. Dopo aver reperito dei mazzetti di finocchietto selvatico, occorreranno:

  • 320 g di pasta, in questo caso conchiglie
  • 1 cipolla bionda
  • Mollica fresca di pane raffermo
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.

Per prima cosa ripulite bene dagli strati esterni i gambi del finocchietto selvatico e lavatelo abbondantemente; i mazzetti verranno poi sbollentati in acqua salata.

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Fate appassire la cipolla affettata non troppo finemente con una dose generosa di olio evo, aggiungere poi il finocchietto sbollentato e tagliato a pezzetti: ecco il risultato:

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A parte soffriggete uno spicchio d’aglio e dorate la mollica fresca di pane raffermo, che come potete vedere si presenta ben grossolana per rimanere croccante…

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Cuocete la nostra pasta al dente, ed impiattiate utilizzando dei piatti abbastanza capienti; condite le conchiglie con i finocchietti e la mollica condita (o cunzata) che verrà aggiunta soltanto alla fine, per la nota croccante. Non resta che gustarla… Buon appetito!🍝😉

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Insalata fredda di patate, calamari e granella di pistacchi

Insalata fredda di patate, calamari e granella di pistacchi

Solita insalatina?🌱 No grazie! Oggi prepariamo un’insalata fredda di pesce davvero gustosa! L’abbinamento polpo/calamari e patate è risaputo e di sicuro successo, quindi mettiamoci all’opera facendo bollire 1 kg di patate e pelandole una volte raffreddate. In un altra pentola facciamo bollire velocemente dei calamari ben puliti; la cottura è di circa 15 minuti. Tagliamo ad anelli i calamari e a tocchetti le patate, uniamole e condiamo con olio, sale e prezzemolo. Il tocco finale? Una spolverata di pistacchio siciliano al naturale! Il pistacchio darà un aroma dolce ed unico alla vostra insalata fredda! Pronti ad assaporarla?😋🐙🍠

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Buon Natale!

Buon Natale!

Lo staff di Sole di Sicilia vi augura un Sereno Natale ed uno splendido inizio di anno nuovo!!!

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Santa Lucia e leggende d’Europa-Sainte Lucie et les légendes de l’Europe

Santa Lucia e leggende d’Europa-Sainte Lucie et les légendes de l’Europe

Oggi è il 13 Dicembre, e non solo in Sicilia si festeggia Santa Lucia; abbiamo già parlato della leggenda palermitana e della ricetta della cuccia qui. Ma le leggende legate alla Santa Patrona della luce sono molte e riguardano vari paesi europei. Ad unirli vi è appunto il legame fra Santa Lucia e la luce: il suo nome proviene dal latino “Lux ” ossia luce. L’immagine iconica cristiana della Santa, con i suoi occhi sulla coppa sembrerebbe soltanto simbolica, a testimonianza della sua protezione verso i non-vedenti, gli ottici e gli elettricisti, tutto ciò che ruota intorno agli occhi ed alla luce.

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Leggendo la sua storia, sappiamo che Santa Lucia fu una fervente cristiana della città di Siracusa, costretta alle nozze con un pagano, e che a causa del suo rifiuto fu martirizzata nel 304 d.C. sotto le persecuzioni cristiane operate da Diocleziano. La sua forza e la sua fede le fecero affrontare il martirio, peraltro annunciatole da Sant’Agata in un sogno premonitore, insieme al futuro patronato della città di Sicurusa. Divenne così simbolo di Luce e di Fede. Anche dopo la sua morte le leggende continuano: le sue spoglie sono custodite nella chiesa di Santa Lucia a Venezia

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Eglise de Sainte Lucie – Venise

Ma forse in pochi sanno che c’è un’altra teoria circa il luogo in cui si trovano le spoglie: la chiesa di San Vincenzo a Metz, in Francia; sono molti infatti i fedeli che si recano in questa chiesa per venerare e chiedere protezione alla Santa.

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Eglise de Saint Vincent – Metz

Un legame curioso vi è anche fra la celebrazione di Santa Lucia in Nord Italia, nel bresciano e bergamasco, e in Svezia, due popoli lontanissimi: in entrambi i casi la festa del 13 dicembre è legata al solstizio d’inverno, che avviene il 21 dicembre, ma che in passato concideva con la festa di Santa Lucia perchè si adottava un calendario diverso. Dunque la festa ha preso piede nelle tradizioni contadine di un tempo, legate alla Terra ed ai suoi cicli. A Bergamo e provincia i bambini aspettano con ansia la notte fra il 12 ed il 13 dicembre; dopo aver scritto la letterina a Santa Lucia, aspettano che arrivi con il suo asinello a dispensare doni, lasciando sulla porta biscotti e vin caldo per la Santa, e della paglia o delle carote per il suo asinello. Troveranno i loro doni al risveglio!

In Svezia invece la tradizione è capovolta, saranno i bambini a portare in dono la colazione a letto ai propri genitori: i tradizionali “Lussekatt” o gatti di Santa Lucia, brioche dolci allo zafferano ed uvetta, una vera delizia…

La tradizione ha avuto inizio nel 1700, quando nelle famiglie nobili la figlia più grande impersonava Santa Lucia all’alba del 13 dicembre, indossando una lunga veste bianca, ed omaggiando i genitori con questi dolci. Adesso la tradizione è diventata una vera e propria festa nazionale, con tanto di sfilata, canti e balli: la ragazza eletta la più bella del paese guida la sfilata con la consueta veste bianca ed il capo adorno dalla corona di agrifoglio e candele, mentre al seguito vi sono altri giovani (damigelle e paggetti) con vesti bianche decorate da stelle dorate e cappelli…

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Nei nostri comuni siciliani la luce anzichè dalle candele viene rappresentata da qualcosa di più… diciamo vistoso: la “fanarata“, un grande falò realizzato con l’aiuto ed il piacere dei ragazzi del paese che per giorni raccolgono legna e ramoscelli, e che riunisce i cittadini attorno al fuoco!

Insomma sono tante nel folklore europeo le tradizioni legate a Santa Lucia, ma hanno un comune denominatore: vengono tutte festeggiate sotto il segno della luce nella notte più lunga dell’anno…

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